Torna la rassegna COLLAGENE al DAS - Dispositivo delle Arti Sperimentali

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Dal 20 febbraio al 22 maggio 2026
immagine ufficiale dell'evento

Dopo gli appuntamenti del 2025, la quinta edizione di COLLAGENE prosegue con altre sette serate in programma dal 20 febbraio al 22 maggio 2026 negli spazi di DAS - Dispositivo Arti Sperimentali in via del Porto 11/2. La rassegna, a cura del Direttivo DAS, conferma ancora una volta la sua vocazione multidisciplinare e sperimentale, ospitando progetti di artistə impegnatə in percorsi di ricerca e di ibridazione tra linguaggi artistici.

«Il progetto COLLAGENE – racconta il Direttivo DAS – nasce dal desiderio di costruire un luogo di incontro tra comunità artistiche, pubblici e territori. A chi viene selezionatə offriamo un periodo di residenza presso la nostra sede, per favorire lo scambio tra creatorə e sostenere la ricerca sui linguaggi del contemporaneo. Le serate pubbliche diventano un’occasione per lə artistə di far conoscere i propri lavori e per lə spettatorə di conoscere progettualità multidisciplinari. La seconda parte dell’edizione 2026 conferma infatti l’attenzione ai formati ibridi e a modalità di fruizione inclusive e partecipate».

Tra performance, coreografie, concerti, live set audiovisivi, installazioni e dispositivi site-specific, le creazioni in programma tra febbraio e maggio 2026 sono accomunate da un’attenzione alle contraddizioni del nostro tempo: dalla messa in crisi dello sguardo e della percezione al racconto delle pratiche del dissenso; dal rapporto tra corpi e sistemi di controllo alle questioni ambientali, fino a lavori che si confrontano con la memoria e con materiali d’archivio.


Il programma

I serata - 20 febbraio
Tre gli appuntamenti in programma per la prima serata, accomunati da una riflessione sulla nostra postura nel mondo e sul modo di attraversare il presente e le sue contraddizioni.
Con "La Palude dei segreti", Federico Rizzo/Salicornia Studio riflette sulla relazione tra uomo e ambiente. Nel buio, un paesaggio sonoro evoca una palude a cui il visitatore può affidare un segreto, ricevendo in cambio un assaggio: è una traccia tangibile e commestibile dell’ambiente, un’esperienza gustativa che si rivela un rituale di scambio, in cui il paesaggio non è più solo sfondo ma relazione. Pierpaolo Ovarini e Yuna Leonis presentano "Perimetro", un’installazione sonora multicanale nel buio: il suono spazializzato trasforma la stanza in un campo sensibile e attivo, spostando la fruizione dalla visione frontale a un’esperienza percettiva. "For a Fire Constellation" di Chiara Antonelli è invece un archivio e una cartografia delle proteste globali, che racconta il dissenso come una costellazione di scintille discontinue: il fuoco, nella sua duplice natura di distruzione e purificazione, è un elemento ricorrente negli atti di manifestazione, diventando per l’artista un segnale delle tensioni politiche, sociali ed economiche del presente.


II serata - 13 marzo
La seconda serata di COLLAGENE 2026 è all’insegna della musica sperimentale che si confronta con l’obsolescenza tecnologica per generare nuovi ritmi e sonorità e raccontare le contraddizioni del presente.
La live performance del trio svizzero OUU!D è presentata come  “l’ultima fax machine vivente”: l’anomalo organico (tromba, clarinetto basso e chitarra elettrica) produce una musica amplificata che mescola frammenti di club culture e tensioni noise, con un risultato paradossale danzabile. Con permatourism (常在旅行者), il duo QUIE7QUI77ERS racconta invece il paradosso del viaggiatore globale, sempre in movimento, sempre connesso. In sei composizioni tra vaporwave, lounge aeroportuali e laptop in spiagge infinite, si affrontano la solitudine e la fatica del “lavorare da ovunque”, con visual che rimandano a vecchi videogiochi e al 3D primitivo.


III serata - 27 marzo
La terza serata si compone di due appuntamenti tra musica, danza e performance.
BIG - Bologna Improvisation Group – ensemble nato nell’ambito della Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio di Bologna – con Camera sonora | sonorizzazione live di uno spazio attraversabile si confronta con le possibilità estreme dell’ascolto, proponendo un’esperienza percettiva intensa e ravvicinata: ogni suono nasce nel momento e prende forma nell’interazione tra performer, pubblico e spazio.
CatCareCalling di Raffaella Menchetti e Giselda Ranieri è invece un progetto coreografico che trasfigura la molestia in una possibilità di cura e riscatto. Attraverso un vocabolario gestuale ispirato all’artista Bruno Munari, una serie di interviste raccolte dalla stessa Menchetti e una pratica coreografica mimetica, vengono messe in discussione le dinamiche di partecipazione e responsabilità nello spazio pubblico. Il progetto è realizzato in collaborazione con Casa delle donne per non subire violenza APS.


IV serata - 10 aprile
Al centro della quarta serata c’è una riflessione sui segni e su come influenzano identità e comportamenti: parole, gesti e dispositivi normativi vengono riscritti, sottratti alla loro funzione originaria e riattivati come pratiche di emancipazione, memoria e attrito con l’autorità.
Con il solo coreografico "Chella ca guarda n'terra", la danzatrice Brunella Sabatino interroga e riformula il concetto di “volgarità” e la sua accezione comune in relazione ai corpi femminili. Tra potenza, ironia e vulnerabilità, un personaggio femminile e femminista, ispirato alla maschera di Pulcinella, si lascia andare a una danza che diventa strumento di dissacrazione e riappropriazione. Est Roman Coulon presenta invece "À la Recherche du temps perdu", un rito intimo per un solo spettatore nato dalla trascrizione quotidiana, a mano, del romanzo di Marcel Proust. Un esercizio “senza scopo” che dà vita a un’esperienza tra racconto e bibliomanzia, in cui le pagine si trasformano in tarocchi, attivando la memoria affettiva e corporea.  Infine, Matilde Baldassari propone "Sign of Consumption", una serie scultorea (2023-in corso) realizzata con cartelli stradali legislativamente dismessi: sottratti alla loro funzione, vengono privati del simbolismo e trasformati in nuovi segni visivi. Un gesto di attrito con gli apparati comunicativi dell’autorità urbana, che lascia traccia della frizione tra cittadino e spazio pubblico.


V serata - 24 aprile
Per il quarto appuntamento, sono in programma tre lavori che trasformano corpo, voce e segni del quotidiano in archivi vivi, che rivendicano appartenenza e ascolto. Used to play alone di Michelle Scappa è una creazione di danza contemporanea per cinque interpreti che indaga la solitudine del gioco nell’infanzia quando il binarismo di genere produce esclusione. Corpi che hanno interiorizzato la marginalizzazione si fanno archivio e linguaggio: il gesto diventa rivelazione e percorso di riappropriazione, alla ricerca di appartenenza nello spazio e nella relazione.
L’artista brasilianə Mistura queer con "Raiva" (in portoghese “rabbia”) propone invece un archivio sonoro composto da suoni, voci e testimonianze di persone trans e donne cisgender, che esplora la rabbia come forza vitale e politica, capace di generare trasformazione. Un progetto transatlantico, che invita all’ascolto e a immaginare mondi alternativi. Giulia Fortuna con "Bingo!" accompagna il pubblico dentro una riflessione sulla relazione tra il gioco – legalizzato e socialmente accettato – e la dipendenza, attraverso un progetto installativo che espone, in forma gigantografica, alcune schedine raccolte nelle sale da Bingo.


VI serata - 8 maggio
Un appuntamento all’insegna delle opere scultoree, tra metafore, musica e scritture.
Tetracab con "Pas de deux" propone un concerto improvvisato tra musica elettronica e scrittura scultorea: un ensemble di musicisti del conservatorio suona in relazione a una scultura-partitura, letta da angolazioni diverse. Un dispositivo che rende evidente il suono come corpo mobile e l’atto del suonare come intervento nello spazio. Come se tutto fosse uno è “un’opera divenire”, realizzata da Feda e pensata come struttura aperta e modulare in dialogo con gli spazi del DAS: una scultura in ceramica smaltata costruita per frammentazione e ricomposizione. Un processo inteso come metafora di trasformazione, dove la terra, intesa come corpo e memoria, si assembla in un gesto quasi rituale, tra separazione e rigenerazione.


VII serata - 22 maggio
Il settimo e ultimo appuntamento di COLLAGENE ci interroga su cosa vediamo e su ciò che ricordiamo, con due lavori che abitano la soglia tra presenza e sparizione, archivio e oscurità. "Tupilani" di Chiara Boitani / Dipartimento Devozioni è una lecture-performance che attraversa l’archivio frammentario di Valentina Fortunato, attrice scomparsa e fantasma di un teatro che non esiste più. Foto, oggetti e memorie diventano materia scenica per interrogare che cosa resta di un corpo nel tempo, tra ricordo e invenzione. MEDUSA di Fabritia D’Intino e Federico Scettri è invece una performance site-specific immersa nell’oscurità: il pubblico non vede, ma intravede la danzatrice, tra nascondimento e anti-performatività. Un live-set sonoro attraversa lo spazio e trasforma la sparizione in esperienza condivisa, aprendo possibilità di immaginazione e invenzione.


Contatti e informazioni

DAS - Dispositivo Arti Sperimentali
Via del Porto 11/2, 40122 - Bologna
Le serate hanno inizio alle ore 19.00. 
Gli orari delle singole performance verranno comunicati a ridosso dell’appuntamento.
Ingresso gratuito con tessera ARCI (possibilità di farla in loco)

Indirizzo
DAS - Dispositivo delle Arti Sperimentali, Via del Porto 11/2