Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare è il tema scelto per l’edizione 2026 della più estesa e partecipata manifestazione culturale in Europa, che dal 1999 viene organizzata congiuntamente dal Consiglio d'Europa e dalla Commissione europea per celebrare la ricchezza e la diversità del patrimonio culturale europeo, promuovendo al contempo il dialogo, l'inclusione e la cooperazione transfrontaliera.
26 istituzioni aderenti, 36 luoghi coinvolti nei territori di 13 Comuni (Alto Reno Terme, Baricella, Bologna, Castenaso, Dozza, Grizzana Morandi, Imola, Ozzano dell’Emilia, San Giovanni in Persiceto, San Lazzaro di Savena, San Pietro in Casale, Sasso Marconi, Valsamoggia), 72 attività proposte tra aperture straordinarie, visite guidate, itinerari all’aperto, incontri, laboratori per il pubblico più giovane e iniziative per famiglie, sono i numeri del programma 2026 a Bologna e nella sua area metropolitana.
Inoltre, sabato 26 settembre 2026 in alcune sedi è prevista una tariffa speciale di ingresso al costo simbolico € 1, eccetto le gratuità previste per legge: Musei Civici di Bologna (dalle ore 16.00) e Pinacoteca Nazionale di Bologna (dalle ore 19.00).
Puoi conoscere le attività organizzate e il programma completo sul sito web.
Spiega il Ministero della Cultura, che promuove e coordina l’organizzazione delle Giornate Europee del Patrimonio in Italia: “Il tema dell’edizione 2026 è un invito a riflettere sulle molteplici sollecitazioni alle quali il patrimonio culturale, materiale e immateriale, è oggi soggetto e sulle responsabilità condivise necessarie per garantirne la conservazione, la vitalità e la trasmissione alle generazioni future. In una società in continua trasformazione, segnata dall’accelerazione dei processi di digitalizzazione, dall’intensificarsi della mobilità delle persone, dai mutamenti climatici, dalle catastrofi naturali e da conflitti di diversa natura, il patrimonio culturale è sempre più esposto a rischi di perdita, deterioramento e alterazione. Il tema invita a interrogarsi su come riconoscere le priorità e affrontare le sfide del presente, promuovendo una maggiore consapevolezza delle minacce, ma anche delle opportunità, che interessano il nostro patrimonio culturale e paesaggistico. Proteggere il patrimonio richiama l’impegno comune per la cura e la salvaguardia dei beni culturali e paesaggistici. Rinnovare significa sperimentare strumenti, linguaggi e competenze capaci di rispondere alle esigenze del presente, favorendo una gestione sostenibile, inclusiva e partecipata del patrimonio. Resistere richiama la capacità delle comunità di riconoscere il patrimonio come portatore di memoria, identità e coesione, anche nei momenti di crisi e di trasformazione. Reinventare, infine, invita a immaginare nuove modalità di fruizione, interpretazione e trasmissione del patrimonio, affinché esso continui a essere una risorsa viva, capace di dialogare con le esigenze e le aspirazioni della società contemporanea”.
